Daniela Murphy Corella

Daniela Murphy Corella è un conservatore/restauratore di beni culturali con specializzazione in pitture murali. Opera da Firenze, Italia, città dove ha imparato a capire l’importanza della materia e specificamente il determinante dell’idrossido di calcio, elemento inorganico che mineralizza i pigmenti, fossilizzando i colori e garantendo l’immortalità di artisti e committenti. Con una vasta esperienza lavorativa anche all’estero in paesi Mediterranei, nelle regioni del sud est Asiatico e in Asia Minore, Daniela continua a perseguire l’idea dell’evoluzione della calce, partendo dalla tecnologia Egiziana, matrice della tecnica che ha immortalato pittori come Giotto e Michelangelo, fino ad arrivare a Pietro Annigoni, l’ultimo pittore affreschista del ventesimo secolo.  

Ecologico, biodegradabile, durevole ed incredibilmente versatile, l’idrossido di calcio è l’elemento base sul quale si sono costruite le civiltà e le culture che oggi ci definiscono. Dimenticato dal pubblico in generale e considerato materiale obsoleto dall’industria, Daniela vuole rivitalizzare nell’immaginario collettivo l’enigmatico “ciclo della calce” per avvicinare il pubblico alle meraviglie di una tecnica pittorica che oggi è morta. Se la conservazione dei beni culturali è la strada principale per garantire la conservazione della nostra cultura, capire la tecnologia costitutiva garantirà una cultura in evoluzione.

E’ l’autrice del romanzo The Restorer, Guerilla Books 2011 e presidente dell’associazione non-profit Bastioni, associazione per lo studio e la ricerca di opere d’arte.

Insegna conservazione e restauro di beni culturali negli istituti internazionali di Lorenzo de’ Medici (Ldm) e Studio Arts College International (Saci). La sua citazione preferita è di Rembrant van Rijn, “Pratica quello che conosci e scoprirai quello che non conosci.”

Titolare e direttore tecnico dell’impresa di conservazione e restauro, National Heritage Conservation, Daniela collabora con diversi istituti internazionale nella salvaguardia beni culturali ed è fermamente convinta che l’arte come eredità culturale sia il fulcro di una cultura in evoluzione.